Appello alla gioventù

Nella cultura tradizionale cinese i giovani non erano tenuti in grande considerazione ed il loro ruolo nella società si riduceva fondamentalmente alla sottomissione: obbedire ai genitori, ai superiori, ai funzionari, all’imperatore ed a qualsiasi altra forma di autorità prevista dal canone confuciano. Nel 1915, Chen Duxiu pubblica un articolo in cui si appella proprio ai giovani per rovesciare lo status quo e pretendere un cambiamento rivoluzionario nella società cinese; si potrebbe dire, esagerando un po’, che Chen Duxiu con questo articolo abbia inventato la gioventù cinese. Lo ripubblico oggi, trascritto pari pari dall’unica edizione in italiano che sono riuscito a trovare, sia perché a dispetto del nichilismo generale io continuo a credere nel futuro, nel progresso e nella gioventù, sia perché a questo stesso articolo è attribuito un certo ruolo di stimolo per la nascita del successivo movimento  del 4 maggio 1919 (di cui quest’anno ricorre il centenario) e di tutti i successivi movimenti di aspirazione democratica in Cina, fino all’orribile massacro del 1989 (di cui pure ricorre l’anniversario tra qualche giorno). Pur amando la Cina, e proprio perché amo la Cina, il mio cuore continua batte a fianco di chi lotta per la libertà.

Chen Du Xiu: Appello alla gioventù

Fonte: pubblicato in “Xin qingnian”; traduzione inglese, Teng Ssu-yu e J.K. Fairbank, “China’s Response to the West”, Cambridge (Mass.) 1954. [Vedi J. Chesneaux, La Cine contemporanea, Bari 1963, pp. 170-80].

I cinesi, per fare un complimento, dicono: “Agisce come un vecchio, sebbene sia ancora giovane”; gli Inglesi e gli Americani dicono invece come un incoraggiamento: “Resta giovane anche invecchiando”. È questo uno degli aspetti in cui si manifestano i differenti modi di pensare dell’Occidente e dell’Oriente. La gioventù è come l’inizio della primavera, il sorgere del sole, il germogliare degli alberi e dell’erba, come una lama appena affilata; è il periodo più prezioso della vita. La funzione della gioventù nella società è la stessa che ha una cellula fresca e vitale nel corpo umano. Nel processo del metabolismo ciò che è vecchio e consunto viene incessantemente eliminato per essere sostituito a ciò che è fresco e vivente… Se il metabolismo funziona bene in un corpo umano, la persona sarà più sana, se invece le cellule vecchie consunte si accumulano e riempiono il corpo, la persona morirà. Se il metabolismo funziona bene in una società, questa fiorirà, ma se gli elementi vecchi consunti riempiono la società, questa cesserà di esistere […]

  1. Siate indipendenti, non servili.

Tutti gli uomini sono uguali. Ognuno al diritto a essere indipendente, ma non ha assolutamente il diritto di asservire gli altri, né alcun obbligo di essere servile. Parlando di schiavitù noi pensiamo che nei tempi antichi i deboli persero il loro diritto la libertà, che fu selvaggiamente usurpato dei tiranni. Ma da quando si hanno delle teorie sui diritti dell’uomo e sull’uguaglianza, nessuno che abbia sangue nelle vene può tollerare [il nome di schiavo] […] Emancipazione significa liberarsi dal giogo della schiavitù e acquistare una personalità completamente indipendente e libera. Io ho mani e piedi, e posso guadagnarmi la vita; ho una bocca e una lingua, e posso manifestare tutto ciò che mi piace e non mi piace; ho una mente, e posso determinare le mie proprie credenze. Non permetterò assolutamente che altri facciano queste cose per conto mio, né mi assumerò alcun diritto di asservire gli altri. Una volta che si riconosce l’indipendenza della personalità, tutte le questioni di comportamento, tutti i diritti e i privilegi, tutte le credenze, dovranno essere lasciati all’abilità naturale di ciascun individuo; non c’è assolutamente alcuna ragione per cui uno dovrebbe seguire ciecamente gli altri. D’altra parte la lealtà, la pietà filiale, la castità, la rettitudine costituiscono una modalità da schiavi […]

  1. Siate progressivi, non conservatori

“Senza progresso si ha regresso”, dice una vecchia massima cinese. Considerando le leggi fondamentali dell’universo, tutte le cose o i fenomeni sono costantemente in evoluzione, e la conservazione dello status quoè assolutamente fuori questione. Solo la limitatezza dell’ordinario punto di vista dell’uomo ha reso possibile la differenziazione tra i due stati di cose. Questa è la ragione per cui la teoria dell’evoluzione creatrice, l’evolution créatrice del filosofo francese contemporaneo Henri Bergson, è diventata immensamente popolare per tutta una generazione. […] Tutta la nostra etica, le leggi, la dottrina, i riti e costumi tradizionali non sono che sopravvivenze del feudalesimo. In confronto con ciò che ha fatto la razza bianca c’è una differenza di un migliaio di anni nel pensiero, anche se noi viviamo nello stesso periodo. Con lo stare a riverire solo la storia delle ventiquattro dinastie, e senza far piani per il progresso e il miglioramento, il nostro popolo verrà eliminato da questo mondo del secolo XX, e verrà cacciato nelle oscure fosse buone solo per gli schiavi, i buoi e i cavalli. […] Il progresso del mondo è come quello di un cavallo velocissimo che galoppa e galoppa. Tutto ciò che non può abilmente mutarsi e progredire insieme al mondo si troverà eliminato per selezione naturale a causa della propria incapacità di adattarsi all’ambiente. Che cosa si può dire ancora per difendere il conservatorismo?

  1. Attaccate, non ritiratevi

Mentre la marea del male sta ora avanzando, non sarebbe rara virtù da parte di uno studioso che abbia rispetto di se stesso ritirarsi dal mondo per mantenersi pulito? Ma se il vostro scopo è influenzare il popolo e stabilire una nuova tradizione, io suggerisco che voi facciate un ulteriore progresso dalla vostra attuale alta posizione. È impossibile evitare la lotta per la sopravvivenza, e finché uno respira non c’è posto dove possa ritirarsi per una tranquilla vita da eremita. È nostro obbligo naturale nella vita avanzare malgrado le tante difficoltà; ad essere benigni, ritirarsi è azione da uomo superiore che si allontana dalla volgarità del mondo, ma a dirla con cattiveria è un comportamento da deboli, incapaci di lottare per la sopravvivenza […]

  1. Siate cosmopoliti, non isolazionisti

Qualsiasi mutamento nella vita economica e politica di una nazione avrà abitualmente ripercussioni su tutto il mondo, come tutto il corpo è toccato quando si tira un pelo. La prosperità o il declino, il sorgere o il decadere di una nazione, oggi, dipendono per metà dall’amministrazione interna e per metà da influenze esterne. Prendete come prova i recenti eventi del nostro paese: il Giappone è improvvisamente cresciuto in potenza e ha stimolato i nostri movimenti rivoluzionari e di riforma; è scoppiata la guerra europea e allora il Giappone ci ha presentato le sue richieste; non è una chiara prova? Quando una nazione è gettata nelle correnti del mondo moderno i tradizionalisti affretteranno certo il giorno della sua caduta, ma coloro che sono capaci di mutamento coglieranno l’occasione per competere e progredire […] Un proverbio dice: “Chi costruisce il suo carro dietro i cancelli chiusi non lo troverà poi adatto alle strade fuori dei cancelli”; ma i costruttori di carri di oggi non solo chiudono i loro cancelli, ma vogliono addirittura usare i metodi contenuti nel capitolo sulla tecnologia dei Riti di Zhou per le autostrade d’Europa e d’America. E i danni saranno ben più gravi di quelli che provengono dal non adattarsi alle strade!

  1. Siate utilitaristi, non formalisti

Il sistema sociale e il pensiero europei hanno subito un cambiamento dopo che J. S. Mill ha propugnato l’utilitarismo in Inghilterra e Comte il positivismo in Francia […][…] Anche se una cosa è d’oro o di giada, quando non serve a niente in pratica essa vale meno della stoffa grezza, del grano, del concime o del fango. Ciò che non porta alcun beneficio nella vita pratica di un individuo o di una società è tutto vuoto formalismo e imbroglio; e anche se ci vengono tramandati dei nostri antenati, elaborati dei saggi, protetti dal governo e adorati dalla società, gli imbrogli non valgono un soldo.

  1. Abbiate un’attitudine scientifica, e non fantastica.

Che cos’è la scienza? È la nostra concezione generale della materia che, costituendo la somma dei fenomeni oggettivi quali sono analizzati dalla ragione soggettiva, non contiene in sé alcuna contraddizione. Che cos’è l’immaginazione? Essa comincia col passare al di là del regno dei fenomeni oggettivi, e poi elimina la ragione stessa; è qualcosa di campato in aria, consistente di ipotesi senza prove, e tutta la sapienza esistente del genere umano non riesce a trovare in essa una ragione, a spiegare le sue leggi e i suoi principi. C’era solo immaginazione e non scienza nei giorni oscuri dell’antichità, così come tra i popoli selvaggi di oggi. La religione, l’arte, la letteratura furono i prodotti del periodo dell’immaginazione. Il contributo che lo sviluppo della scienza ha dato la supremazia dell’Europa moderna sulle altre razze non è minore di quello della teoria dei diritti dell’uomo […] I nostri medici non conoscono la scienza: non solo essi ignorano l’anatomia umana, ma non analizzano le proprietà delle medicine, in quanto ai batteri e alle malattie contagiose, non ne hanno mai sentito parlare; essi non sanno che ripetere come pappagalli le chiacchiere sui cinque elementi, sulle loro promozioni e prevenzioni reciproche, sul freddo e sul caldo, sullo yin e lo yang, e prescrivere medicine secondo le antiche formule. La loro tecnica è praticamente come quella di un arciere, e il sommo della loro meravigliosa immaginazione e la teoria del qi, che si applica perfino alle tecniche degli atleti professionali e preti taoisti. Per quanto si cerchi in ogni parte dell’universo, non si saprà mai che cosa è esattamente questa “forza primigenia”; tutte queste idee prive di senso e queste credenze irragionevoli possono essere curate alla radice solo dalla scienza, poiché spiegare la verità per mezzo della scienza significa provare ogni cosa con i fatti.…Giovani, assumetevi questo compito!

[Marianne Bastid, Marie-Claire Bergère, Jean Chesneaux, La Cina, Volume Secondo: Dalla guerra franco-cinese alla fondazione del Partito Comunista cinese 1885-1921, Einaudi 1974]

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