Per questo recente ponte abbiamo deciso di rimettere in funzione la nostra vecchia roulotte, dopo quasi quattro anni di inattività. Per farlo sono stati necessari alcuni piccoli lavori di manutenzione e l’acquisto di una nuova auto dotata di gancio traino, visto che l’altra si trova ormai da qualche parte oltre gli Urali, probabilmente sotto forma di tanti piccoli pezzi di ricambio. Il mezzo scelto in sua sostituzione, una bestia nera di grossa cilindrata d’ora in poi definito Mammut, si sta rivelando perfettamente adeguato alla sua funzione di trainare a spasso la nostra casetta mobile.

Dopo aver consultato le previsioni meteo tutt’altro che incoraggianti, era opinione diffusa che sarebbe stato meglio rimanere a casa, sul divano, con la stufa accesa. All’ultimo momento abbiamo invece gettato il cuor oltre l’ostacolo e siamo partiti in direzione Est, ovvero verso una trattoria di Cittanova (YU) a noi particolarmente cara per ragioni affettive. Proviamo infatti un sentimento così profondo per il suo pesce alla griglia e per i calamari fritti che siamo spesso disposti a fare più di trecento chilometri ed affrontare i paventati nubifragi pur di riuscire a metterci i denti sopra.

Giovedì il tempo era effettivamente piuttosto umido: durante il viaggio di andata abbiamo incontrati otto acquazzoni, per lo più della durata di pochi minuti. Tanto per distrarci, abbiamo deciso di inserire una piccola deviazione nel nostro percorso e visitare le famose grotte di Postumia, dove io e Bustina non eravamo mai stati. Si è trattata di un’ottima idea, ne siamo rimasti entrambi affascinati e Bruna ha potuto verificare di quanto fossero cresciute le stalagmiti dalla sua ultima visita. Certo, restiamo un po’ perplessi sull’opportunità di appendere al soffitto delle grotte dei lampadari in vetro di Mutano, costruire un lunghissimo percorso pedonale in cemento ed illuminare ogni roccia come un presepe, ma chi siamo noi per anteporre il presunto bene della natura alla sicura redditività dei turisti?

Venerdì, dopo una notte trascorsa parcheggiati in riva al mare, siamo entrati nel nostro solito campeggio alle porte di Novigrad e ci siamo accampati. Siamo stati qui almeno una decina di volte negli ultimi anni ed abbiamo visto questo posto cambiare, passando da una specie di caravanserraglio economico con i bagni scolpiti nella roccia ad una sistemazione quasi fin troppo elegante, con la piscina di acqua salata in riva al mare ed il villaggio di casette prefabbricate lì dove una volta si stendeva solo la rossa prateria istriana. Mai però l’avevamo trovato vuoto come in questi giorni, complice la stagione e le orribili previsioni che però, almeno per il primo giorno, sono state smentite dai fatti.

In tutta la giornata non è caduta una singola goccia d’acqua né una nuvola si è osata frapporre tra noi ed il sole. Bustina, entusiasta della sua prima esperienza in roulotte, ha scorrazzato tutto il giorno con la sua biciclettina per il campeggio, ha imparato a camminare sugli scogli come un granchio ed ha tocciato i piedini nell’acqua ancora fresca. Noi ci stiamo gustando molto questa nuova dimensione della vacanza e siamo felici di utilizzare finalmente in tre questa roulotte che ha sempre avuto un lettino per lei, ancora prima che la pargola venisse al mondo. Approfittando dell’insperato sole, abbiamo persino rimandato la visita alla trattoria che pure era stato il motore principale del nostro viaggio.

Nella notte tra venerdì e sabato, finalmente, la tanto temuta pioggia. Ma niente di che, solo due goccioline per bagnare i vigneti e qualche nuvola che è rimasta a disturbare fino a metà mattina per poi lasciare nuovamente spazio al sole e al mare. Bustina si è divertita di nuovo a saltare da uno scoglio all’altro ed avrebbe voluto anche fare il bagno, ma si è dovuta scontrare con l’inesorabile applicazione del Codice Paliaga: è fatto assoluto divieto di toccare l’acqua di mare con qualsiasi parte del corpo entro tre ore dall’ultimo pasto ingerito, pena la morte (per ipotermia o collasso cardiocircolatorio). Considerate le abitudini alimentare di Bustina, a rigor di logica questo significa che non potrà fare il bagno fino ai 18 anni, almeno con sua madre nei paraggi.

A mezzogiorno ce ne siamo andati a mangiare il tanto sospirato pesce, buono come sempre per quanto scocci rilevare come dopo neanche una decina d’anni di frequentazione anche la nostra trattoria di fiducia abbia deciso di ritoccare leggermente i prezzi… Ma come si permettono?! Veramente scandaloso, di questo passo conviene investire in un  corso di pesca per Bustina così almeno il pesce fresco ce lo procura lei.

E così, dopo un altro pomeriggio dedicato a leggere all’ombra degli alberi, bighellonare sugli scogli e girare in bicicletta per il campeggio, si è conclusa la nostra prima uscita in roulotte della stagione e la prima in assoluto per Bustina, la vostra eroina letteraria preferita.

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