Le avventure di Bustina #4

Le avventure di Bustina #4

Non senza difficoltà sono sopravvissuto alle mie prime feste natalizie da padre, trovando conferma in ciò che peraltro sospettavo già da molto tempo: il Natale ci fa male. Soprattutto ai bambini, visto che per qualche motivo irrazionale molti ci tengono a sottolineare che (il Natale) “è soprattutto una giornata per i bambini”. Perché, poi? Non mi pare siano loro a sbattersi tutto l’anno in attesa di qualche giorno di ferie e certamente non hanno nessun particolare interesse a festeggiare il Sol Invictus, in compenso si agitano tantissimo per un paio di giorni, si ritrovano con gli orari sballati, mangiano schifezze ed iniziano ad assimilare la frenesia del consumismo lanciandosi di pacchetto in pacchetto come i leoni sulle gazzelle, con la differenza evidente che i regali non possono fuggire per quanto si alzino presto la mattina. Nessuno si alza prima di un bambino la mattina di Natale.

Noi, chiaramente, stiamo cercando di dare a Bustina una solida educazione razionalista, pur concendendo qualche piccolo strappo al sentimentalismo in occasione delle feste. Fino alla decorazione dell’albero è andato tutto bene: la novità l’ha mandata in visibilio e tutte le mattine voleva che per prima cosa accendessimo le lucine altrimenti non era disponibile a fare colazione. Le grane sono cominciate con la questione dei regali, visto che grazie alla generosità dimostrata negli ultimi mesi da amici e parenti Bustina ha già tutto quello che una bambina di due anni e mezzo abbondanti può desiderare. Lei ovviamente ama i giocattoli, in questo periodo la sua attività preferita è metterli tutti dentro una busta e far finta di andare al lavoro, per poi “tornare a casa” e spargerli tutti sul pavimento, così noi dobbiamo ormai nuotare in mezzo ai giocattoli per arrivare al divano. Quindi a chi ce l’ha chiesto abbiamo suggerito di limitare o magari evitare ulteriori giocattoli, non perché non li apprezzassimo ma per evitare sprechi e la necessità di rinforzare le fondamenta della casa per reggere il peso di tutti quei balocchi… Suggerimenti ovviamente vani, perché pare che se a Natale non regali giocattoli ad un bambino sei un mostro senza cuore e mentre io non ho problemi ad essere eventualmente etichettato come tale, alcuni si fanno più scrupoli. Il risultato è che Bustina è felicissima per tutti i regali ricevuti compresi quelli con cui avrà tempo di giocare solo nel 2017 e noi siamo molto riconoscenti, anche se non possiamo più aprire le finestre per evitare che i giocattoli esondino in strada.

A questo proposito, augurandomi di non avere bambini in età prescolare tra i lettori di questo blog, devo rivelarvi anche una tragica realtà: Babbo Natale non esiste, almeno in casa nostra. Babbo Natale è un ciccione inventato dalla Coca Cola per farsi pubblicità, e mi rifiuto di inculcare in Bustina la fede in un semidio capitalista che porta i regali ai bambini ricchi. Se fossi cristiano, preferirei parlarle di Gesù Bambino, ma mi troverei in imbarazzo a spiegarle perché tutti ricevono i regali nel giorno del compleanno di un altro. Ho quindi preferito spiegarle che a Natale la gente ama scambiarsi dei doni e stare insieme a festeggiare, il che mi sembra peraltro una splendida cosa, e mi sono fatto persino aiutare da lei a confezionare alcuni pacchettini. Non mi è sembrata particolarmente traumatizzata, più che altro non capiva perché dopo averli incartati non poteva anche scartarli come al solito. Magari ho fatto un casino e tra quindici anni mi tocca mandarla in terapia perché sono un padre crudele e insensibile, o più probabilmente per lei Babbo Natale resterà semplicemente quel tizio vestito di rosso che l’ha riempita di caramelle mentre i suoi vecchi assistevano ad una mostra di beneficienza.

(Caramelle che non ha potuto mangiare, perché sono un padre crudele e insensibile e non voglio vederla morire soffocata)

Appena terminata la piacevole ma estenuante sequenza di ottimi pranzi e cene sontuose, quando ci si sarebbe potuti finalmente abbandonare all’ozio, abbiamo avuto la avuto la cattiva idea di ammalarci e trascorrere così l’ultima settimana dell’anno barricati in casa. Mi riferisco ovviamente a me e Bruna, perché Bustina evidentemente deve avere anticorpi grossi come cani di piccola taglia in quanto non ha contratto nessuna malattia, pur vivendo a stretto contatto con due catorci come noi.

Nonostante tutto questo, le feste si sono concluse nel migliore dei modi: dopo un piacevole e molto tranquillo Capodanno in convalescenza siamo andati a trovare i parenti in Abruzzo e a Roma, dove Bustina ha potuto giocare con i suoi cugini a cui vuole molto bene ed il papà ha potuto scofanarsi un sacco di prelibatezze che qui nella tundra vicentina non arrivano, il tutto nella più piacevole compagnia che si possa desiderare e nell’incantevole cornice di un simpatico borgo. Per non dare l’impressione di essere scesi solo per abbuffarci abbiamo inoltre dato spazio alla cultura con una fuggevole visita ad Alba Fucens, alle mozzarelle di Ovindoli e ad una salumeria di Civitella Roveto. Con questo viaggio, Bustina ha completato il lungo tour di visite dei/ai parenti sparsi per la penisola, i quali come sempre la trovano adorabile e le vogliono un mondo di bene e la straviziano in tutti i modi com’è giusto che sia. Qualcuno addirittura ritiene impossibile che la piccola faccia i capricci e sia talvolta una lagna insopportabile, che si metta ad urlare come un capretto azzoppato perché il papà le nega un pezzetto di formaggio e che batta i piedi per terra perché non vuole fare la nanna. Per questo abbiamo pensato di noleggiarla a prezzo modico, in modo da permettere a tutti di gioire della sua compagnia. Per rendere più appetibile l’affare segnalo anche alcuni notevoli progressi nel suo carattere e nelle sue funzionalità: io faccio fatica a riconoscere tutti i cambiamenti perché li vedo realizzarsi passo dopo passo di giorno in giorno, ma effettivamente  Bustina è cambiata molto da quando viviamo insieme. Di recente, per esempio, ha smesso di bere con il biberon ed ha completamente dismesso il pannolino, mentre da quest’estate ha considerevolmente ridotto la quantità di capricci necessari per fare una passeggiata e non è più necessario assumere un tiro di buoi per farla camminare su una strada sterrata. Magari serve qualche incoraggiamento e tanta pazienza, ma alla fine parte. Poi si ferma e chiede di essere presa in braccio. Poi, dopo adeguato incoraggiamento, riparte. Poi si ferma. Poi riparte. Io la prendo in braccio solo quando mi brucia il palmo della mano a forza di piccoli incoraggiamenti.

Anche il suo italiano è migliorato molto, prima diceva soltanto l’iniziale delle parole, tipo “Aaaaa” per “acqua”, “Pppppp” per “pane” e via così. Ora dice tutto tranne l’iniziale, “Apà“, “Ane“, “Alzini“, “Isiologia ‘ello ‘pirito“, eccetera. Certo la pronuncia rimane un po’ quella stretta dello Shaanxi, una via di mezzo tra il sardo ed il Neanderthal, ma si aiuta sempre con i gesti e l’importante è capirsi. Lei riesce a farsi capire molto bene, soprattutto nel settore alimentare che rimane la sua specialità: ha smesso completamente di fare i capricci e di sputarmi nella mano gli avanzi di cibo e mangia letteralmente di tutto. Pasta, riso, minestra, passato di verdura, formaggio (“Ormaggio“), spiedini, aringa sott’olio con la cipolla, pizza con cipolla e acciuga e ultimamente ha iniziato a mordere anche la testa del bambolotto. Resta invariata la sua passione per le banane (“Nane“), il che secondo alcuni esperti farebbe di lei un “Minion” che dovrebbe essere un personaggio di un cartone che non conosco. Bustina si rivela inoltre un valido aiuto nei lavori domestici: carica la lavatrice, svuota la lavastoviglie, nutre la gatta… Quando vede il pavimento sporco corre a prendere lo scopino e la paletta in modo da spargere la sporcizia in modo più uniforme per tutta la casa e mi assiste in cucina portandomi patate, cipolle e aglio (“Laglio“) all’occorrenza, il tutto in cambio di una modestissima percentuale di cibo e del diritto di leccare i mestoli al termine del lavoro. Occasionalmente esagera, come quando ha staccato le malte dal muro con la paletta per poi poterle raccogliere o quando si ostina a strappare tutte le etichette su cui riesce a mettere le mani, compresi gli adesivi sulla moto giocattolo di sua cugina o i cartellini del prezzo nei negozi. Non è un delizioso frugoletto amoroso? Ma certo che lo è! Chiedete informazioni sulle nostre offerte speciali prima delle prossime festività!

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