Cronaca di una bimba annunciata: 1

In voloSiamo a Xi’An da ieri. Il viaggio è stato lungo, ma meno devastante di come immaginavo. Un pochino meno devastante.
Il viaggio intercontinentale sballa completamente l’orologio biologico, servono la cena appena partiti, saranno state forse le tre o le quattro del pomeriggio, poi spengono le luci ma viaggiando verso est la notte dura pochissimo. Non ho dormito per niente, io e Bruna ci siamo visti insieme la puntata di un telefilm e poi mi sono guardato un altro film. Poi è anche difficile dormire perché ogni volta che ci prova Bruna io mi giro e mi rigiro sul sedile e poi mi sposto e poi devo andare in bagno e poi mi risiedo e mi rigiro e mi giro e mi rigiro e mi giro. Quando tento di dormire io la Bruna fa uguale e in più accende e spegne lo schermino del sedile. La classe economica è troppo scomoda per dormire, la prossima adozione abbiamo deciso di farla in business.
All’arrivo a Pechino ci aspettava Cristina, la signorina dell’ente che ci scarrozzerà per tutto il viaggio evitando che finiamo stritolati dagli ingranaggi della burocrazia cinese. Cristina è abruzzese, magra e simpatica. Con lei che ci teneva per manina abbiamo preso il volo per Xi’An dove finalmente sono riuscito a dormire un poco. Sul mentre che stavo per addormentarmi sento un bambino che piange e mi sveglio di soprassalto pensando – giuro – cazpita ci siamo dimenticati di dare da mangiare alla bambina! Poi realizzo che per fortuna non è la nostra e scivolo di nuovo lentamente verso il sonno… Poi mi viene in mente cosa stiamo andando a fare, la responsabilità che ci stiamo prendendo nei confronti di questa bambina che avrà bisogno di essere nutrita, lavata e stirata per i prossimi trent’anni almeno più il tempo necessario a trovare lavoro e mi viene un pochino di panico. In questi casi penso a tutte le persone peggiori che conosco e mi dico che se ce l’hanno fatta loro, almeno dal punto di vista strettamente biologico/igienico/alimentare dovremmo cavarcela anche noi.
A Xi’An ci aspetta anche la guida turistica, che se ci ha detto il nome non l’ho capito quindi chiamerò per comodità Signora Lia, la quale ci ha spiegato il significato del nome dei nostri bimbi e ci ha parlato un po’ di Xi’An. Il significato di Guo Wen è che quel giorno erano rimasti a corto di nomi decenti, la storia di Xi’An si trova anche su Wikipedia però lei la racconta meglio. Ho raccontato alla Signora Lia del nostro precedente viaggio in Cina ed è rimasta molto colpita, forse vedendoci con otto chili di borse sotto gli occhi ci aveva scambiato per babbei.
2015/06/img_5113.jpgL’albergo è più che decente, considerando che paghiamo una follia. Molto scenografico, ci sono un sacco di camerieri e cameriere in divisa che pare di stare a Downton Abbey. La cena è a buffet ed è eccellente, anche se noi la condivamo con molta fame. L’arredamento della camera fa schifino, soprattutto il lettino per la Bustina che pare una gabbia in legno per le galline, infatti pensavo di prendere dei polli da portare a casa e di far dormire la bambina sul divano che ha l’aspetto più comodo. In compenso la camera è grande e si affaccia su un grosso incrocio molto trafficato, così invece di guardare la televisione io e Bruna ci mettiamo davanti la finestra a fare il tifo sulla sorte dei pedoni. Lo so che è un attimo passare dal fare il tifo a fare le scommesse, ma vi assicuro che è molto divertente e non privo di emozioni, tipo i due cani di prima di cui uno zoppo che avrei giurato che SPLAT! e invece no.
Il piano di oggi è: finire di scrivere questa cosa mentre Bruna traffica con le valigie, farmi la barba, uscire a cercare un baracchino per mangiare due ravioli, gonfiare il sacchetto di palloncini che abbiamo in camera ed andare a recuperare la Bustina.

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Cronaca di una bimba annunciata: la premessa a posteriori

Sono appena tornato dal mio secondo viaggio in Cina. Questa volta non sono andato a fare il turista ma a prendere mia figlia, nata per caso in quel lontano Paese. Riconosciuto il disguido, le autorità preposte ce l’hanno consegnata senza fare tante storie al termine di un’odissea burocratica degna di un romanzo d’appendice con risvolti da gastrite, durata qualche anno, che forse racconterò con dovizia di particolari in un’altra occasione. In termini tecnici, questo lento processo di ricongiungimento famigliare si chiama “adozione”, anche se io preferisco chiamarla “procedura di esfiltrazione” perché guardo troppi telefilm americani.

Di seguito intendo pubblicare la storia di questo viaggio e dell’incontro con la mia piccola Bustina così come li ho raccontati ad un pugno di parenti ed amici privilegiati via via che si svolgevano i fatti. In origine il racconto aveva forma di email periodicamente inviate dalla Cina mediante stratagemmi che mi permettessero di evitare la rigida censura del Partito Comunista Cinese, ora le riporto edulcorate e corrette in modo da evitare alcuni dettagli troppo personali e possibili querele. Chissà che il mio piccolo raviolino al vapore, una volta cresciuta, non si diverta a leggere questa storia del nostro primo incontro.

[Includo per i singoli episodi le date delle mail originarie, per cui questa premessa porta la data di partenza del viaggio anche se è stata scritta circa una settimana dopo il nostro ritorno.]