Ci volevo andare d’Ampezzo

Estate 2012, torrida. Mentre tutti parlano di argomenti sempre avvicenti come il costo della benzina, robe di calciatori, gli intrallazzi della casta (possa morire male chi ha inventato/diffuso questo termine) e amenità assortite, lasciate che vi racconti brevemente (ahahahah) cosa ho fatto invece io in quelle due settimane di ferie.

Inizialmente io quest’estate, in linea con i servizi del tg2 di cui mi nutro, avevo deciso di rimanere a casa e mettere da parte i soldi per comprare baggianate inutili che comprerò comunque pur non avendo risparmiato. Una sera mi sono seduto sul divano con Bruna ed abbiamo scritto una lista dei lavori da fare in casa, dalla A di “Aggiustare il tetto” alla Z di “Zufolare un motivetto di trionfo per la fine dei lavori”, in mezzo c’erano circa mille voci che riempivano due pagine scritte con una calligrafia molto sottile. Abbiamo selezionato tra questi i lavori più importanti, li abbiamo messi in ordine di urgenza, abbiamo calcolato quanto tempo avremmo impiegato a portarli a termine ed è risultato circa due settimane, esattamente come le mie ferie. Allora, per comune ispirazione, abbiamo appeso la superlista al frigo e ci abbiamo scritto sopra “vaffanmulo” con le lettere magnetiche.

E siamo andati a Cortina.

Yep, Cortina, perla delle Dolomiti, la nota località turistica immortalata da tante pellicole del cinema italiano ed internazionale, ma che conosciamo fondamentalmente per il primo Vacanze di Natale che tutti hanno visto e per l’ultimo Vacanze di Natale che se l’hai visto dopo sette giorni muori. Io essenzialmente ero mosso come sempre da un’intensa curiosità di carattere socio-antropologico ed avevo mille domande a cui rispondere, tra cui: sarà Cortina veramente piena di arroganti riccastri? Sarà quel luogo meraviglioso circondato da dolomiti che tutti magnificano? E sarà possibile viverci una settimana senza dilapidare il mio magro, magro stipendio che vorrei dilapidare in altri modi più idioti?

La risposta a queste domande è: “yep”. A tutte e tre.

Cortina è indubbiamente un posto stupendo circondato da monti bellissimi e frequentato da grandissimi cretini, presenti esclusi, il che forse per osmosi ha reso un po’ cretinini anche gli abitanti o almeno il parcheggiatore del supermercato presso cui sono andato a far la spesa e che mi ha trattato male perché ci ho messo troppi secondi a fare la manovra.

E ci si può passare delle vacanze economiche (a Cortina non al supermercato) a patto di attenersi ad alcuni precisi principi che mi premurerò di elencare di seguito:

1. dormire in campeggio.
2. cucinarsi il cibo.
3. salire e scendere le montagne a piedi.
4. non comprare niente.

Questi sono i principi fondamentali dell’approccio Cambaluq alle vacanze, possono sembrarvi eccessivamente costrittivi ma sono il segreto che mi permette di viaggiare quattro-cinque volte l’anno spendendo quanto tua zia per due settimane a Sottomarina.

In questo caso l’unico problema è stato con il cucinare, dato che io stesso ho stoltamente provveduto a distruggere il fornello della roulotte giocando con il gas. Abbiamo dovuto ricorrere per tutta la settimana ad uno di quei fornelletti a bupano che se ci appoggi sopra qualcosa appena ti giri cade a terra, almeno fino a quando sono venuti in nostro soccorso l’Astronomo e la Glaudia che ci hanno portato un fornelletto elettrico, allora l’unico problema è diventato che bisognava tenere il fornelletto elettrico al minimo altrimenti saltava la colonnina del campeggio e quindi ci abbiamo messo tre ore e mezzo per cucinare una pastasciutta che quand’è arrivata sul piatto era praticamente il pastone delle galline col pomodoro sopra.

(l’Astronomo è quello che qui e qui chiamavo Navigator, il suo senso dell’orientamento è rimasto il medesimo ma dato che ora ha un telescopio ha chiesto di essere promosso di soprannome)

Per il resto è stata una vacanza molto tranquilla: abbiamo fatto diverse passeggiate in montagna, nessuna troppo impegnativa, abbiamo mangiato panini e preso un po’ i freschi e ci siamo goduti la vita dei pensionati visto che evidentemente da vecchi ci toccherà lavorare. E’ un periodo che le montagne mi piacciono e vorrei camminarle, chissà perché. L’unico aneddoto degno di nota che mi viene in mente è quando siamo saliti verso il Cristallino, ha iniziato a piovere e tutti volevano scendere con la funivia. Io, dopo aver effettuato un rapido calcolo del rapporto strada/prezzo e del numero di cornetti che avrei potuto mangiare con gli stessi soldi, decido di indossare la giacchetta parapioggia comprata nel lontano 2008 e mai usata e di scendere a piedi, anzi di corsa, perché c’ho gli antenati stambecchi. L’Astronomo, abbagliato dall’idea dei cornetti e non volendo lasciarmi solo perché è mio amico, decide di scendere con me. Solo che io avevo gli scarponi, lui delle scarpette nuove di tela chiara con la suola liscia tipo superga, ma questo non è bastato a dissuaderlo (soprattutto per via dei cornetti). Io parto quindi di corsa per la discesa attraversando i prati per tagliare tutti i tornanti, lui ovviamente impossibilitato fa un paio di scivoloni sull’erba bagnata e poi decide saggiamente di scendere per la strada. Io l’aspetto in fondo alla prima scarpata. Aspetto. Piove. Aspetto. Piove. Aspetto… Guardo in su. E a metà della discesa. Sta parlando con dei ciclisti che salivano al rifugio spingendo la bicicletta. Cerca di rincuorarli, sotto la pioggia, mentre io son giù come un cucciolo bagnato che lo aspetto. L’Astronomo è fatto così, non riesce a resistere ai cornetti ed alla tentazione di chiacchierare con gli sconosciuti.
Tra l’altro, la giacchetta parapioggia comprata nel 2008 e mai usata prima non parava affatto la maledetta pioggia, per cui mi sono pure inzuppato completamente. L’Astronomo, in compenso, è arrivato con le scarpette di tela sfasciate ed ha dovuto rimanere con gli scarponi da montagna ai piedi per il resto della vacanza.

Poi siamo tornati a casa ed abbiamo scoperto che, com’era inevitabile, durante la nostra assenza i gatti aveano esaurito la sabbietta a loro disposizione e fatto i loro bisogni dappertutto in giro per la casa ed io vi propongo questo fatto come una metafora della vita: puoi andare in vacanza in posti bellissimi quanto vuoi, ma prima o poi dovrai tornare a spalare la solita merda.

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