Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [1]

1. Il Danubio
Com’è ben noto, Budapest è nota anche come “la Perla del Danubio” o “la Regina del Danubio”, per distinguerla da Parigi che è famosa come “la Stella della Senna”*. Il Tristo Borgo Natio, al contrario, è noto anche come “il Sasso Comune del Leogra” ma più spesso come “l’Orinal de Dio” a causa delle piogge frequenti.
Il Danubio è un fiume maestoso che tocca tutte le principali capitali dell’Europa centrale: Vienna, Bratislava, Budapest, Belgrado. Quando passa per una città povera, come Belgrado, è noto anche come Duna, mentre nelle città più ricche come Vienna lo chiamano Grande Punto; a Budapest fino a pochi anni fa lo chiamavano Trabant mentre adesso si sono adeguati all’usanza di Belgrado e lo chiamano Duna anche lì, però specificando “Gran Turismo”. Il fiume attraversa con aria molto signorile la capitale ungherese, segnando il confine tra le città gemelle di Buda e Pest; Buda, adagiata sulla collina, e Pest, distesa sulla pianura, si specchiano sulle acque del Danubio come due vecchie carampane ancora piacenti, imbellettate e coperte di gioielli, unite da splendidi ponti che non a caso i bastardi nazisti, nemici di tutte le cose belle, avevano provveduto a distruggere durante la guerra. Su entrambe le sponde del Danubio la notte si può correre lungo strade panoramiche, ammirando la bellezza dei palazzi illuminati, sperando che la pula ungherese non ti sgami per eccesso di velocità.
Il Leogra, che nessuno si è mai curato di appurare dove nasca e dove sfoci, che io sappia attraversa solo il Tristo Borgo Natio e pure malvolentieri. Non è solcato da leziosi battelli e non è equipaggiato con ristoranti galleggianti, anche perché per la maggior parte dell’anno è completamente privo d’acqua ed il suo letto sassoso si potrebbe percorrere con la bmx. Il Leogra segna il confine tra le città gemelle di TristoBor e Gonatio, divisione che peraltro interessa solo a quelli di Gonatio e non viene generalmente riportata nelle guide turistiche del posto, che non esistono. Tirando a indovinare, posso ipotizzare che il Leogra abbia permesso negli ultimi secoli il funzionamento di tutte quelle allegre fabbriche tessili che hanno contribuito a rendere il Borgo un posto così ameno, ma francamente a vederlo così povero e asciutto non me la sento di dargli la colpa. Lungo una delle sue sponde, per un duecento metri si può correre su una pista ciclabile, stando attenti alle cacche di cane.
Il Leogra da grande vorrebbe fare il Danubio.

* Peraltro Budapest è famosa anche come “la Parigi dell’Est”, il che fa della capitale ungherese “la Stella della Senna dell’Est” e, per estensione, il Danubio diventa “la Senna dell’Est”. Il Tulipano Nero viene dato per disperso dalle parti di Linz, alla spasmodica ricerca di un parcheggio.

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